Sanremo 2017 si racconta da sé

Il 67° Festival di Sanremo raccontato dai versi delle sue stesse canzoni, tutte e 22, nessuna esclusa.

Il Festival di Sanremo si è concluso e voglio soltanto dirti tutto quello che mi passa per la mente.
Che cosa resta della notte di rose e di spine?
Ogni anno viene detto che Sanremo è morto, vecchio, che non è più interessante, solo perché si pensa sia ovvio, come un accordo dissonante a cui non fai più caso. Ma se siamo ancora qui, vuol dire che un motivo c’è. Magari solo per cercare di arrivare ad amare le chiacchiere, di capire un po’ di gossip. Tutti tuttologi col web e in fondo ci piace credere di esserlo.

Così, sorridi e non ti importa niente, niente! Cosa c’è che comincia e tu devi andare a vedere? il 67° Festival della canzone italiana.
E dico senza vergognarmi, che questa volta me lo sono guardato e gustato tutto anche io.

Sanremo è soprattutto le sue canzoni, e quindi, i suoi cantanti.
Big che di grande ormai hanno solo il passato, in contrapposizione ad altri Big, per alcuni quasi degli sconosciuti, idoli dei più giovani e che di grande hanno però il… talent.
Veterani della musica italiana che dicono:”Impossibile per me restare ad osservare”. Qualcuno che magari vuole solo far vedere da grande come diventa una voce, se non la vizi con trent’anni di veleno.
Oppure il giovane cantante quasi emergente che soffre inevitabilmente il confronto con chi, di fatto, rappresenta la storia della musica italiana, ma che, con un pizzico di necessaria follia, pensa: ” Sono animato dalla convinzione di non essere abbastanza forte, quando cado contro un mostro più grande di me, consapevole che a volte basta prendere la vita cosi com’è, cosi com’è imprevedibile e comunque vada, panta rei”.  Ma qui nessuno è diverso, nessuno è migliore. Tutti consapevoli e pronti, oppure no, ad essere sconvolti dalle ostilità dei giorni che verranno, dai riflessi del passato perché torneranno. 

Carlo Conti e Maria De Filippi insieme sul palco dell’Ariston.

E mentre molti si interrogano sul perché grandi cantanti  ancora vogliono partecipare e mettersi in gioco, la risposta è proprio nel testo di una delle canzoni partecipanti: perché si torna sempre dove si è stati bene. E i posti sono semplicemente persone.

Ma quali persone? Carlo Conti e Maria De Filippi. La strana coppia che è stata la chiave di volta che ha permesso di raggiungere lo share più alto degli ultimi 15 anni. Da grandi professionisti quali sono, si sono messi al servizio del Festival, si sono presi per mano e si sono detti:” Mani nelle mani, siamo due ragazzi ingenui, ancora in cerca di canzoni e di poesia. C’è una strada da fare, da percorrere insieme”.

Raccontata così, è la scena di un romanzo, che non so come finirà. Ma non importa quello che sento perché i pronostici si sprecano, e tutto sembra far pensare, ancora una volta, che la gara sia già decisa ancor prima che inizi perché, fino a che non cadranno, saranno le stelle a inseguire i nostri momenti e a decidere le nostre sorti.

Do retta al mondo e al solo credo che ci governa come impazziti? No. Non c’è niente che si insegni prima che non l’hai provata. Quante volte condanniamo questa vita illudendoci d’averla già capita.
Siamo figli della nostra verità e il Sanremo di quest’anno è figlio anche lui dei nostri tempi che ormai sono maturi per uscire dal guscio del web ed entrare di prepotenza nelle nostre case attraverso lo strumento social “vecchio stampo” per eccellenza: la televisione.

La televisione che veicola l’opinione pubblica che si sparge come un virus nel web. Questo è oggi.

Francesco Gabbani incredulo di giocarsi la vittoria con Fiorella Mannoia.

E quando in finale vedi Francesco Gabbani al fianco di Fiorella Mannoia, capisci che è l’illusione che qualcosa ancora si muove.
Così inizi a pensare, anche solo un momento, come se non esistessero le regole, che basta un attimo solo per scappare lontano dai pronostici, perché, Francesco, le tue parole sono adesso una canzone. Cambia le tue stelle, se ci provi riuscirai, ormai ci credo.

Ed ecco Maria che riempie i polmoni e so già il nome che pronuncerà.
La folla grida un mantra e, nel bel mezzo di un applauso, OCCIDENTALI’S KARMA!
E tutto è stupendo. È il tratto fuori dal comune, quello che non ti aspetti, quello che scriverò sui muri della mia città.
Vorrei farti vedere il viso mio com’è cambiato quando ho sentito quel nome pronunciato, OCCIDENTALI’S KARMA!

Ora spengo la luce e ti lascio, oppure resto fino a quando sorriderai, Francesco, non ti sveglio in questo sogno perché non bastano risate qua per stare più sereno, l’emozione è troppo grande e devi ancora realizzare.

Per questo e per tutto quello che verrà, se è non strettamente vitale, non rinunciamo ad amare il Festival di Sanremo; per lui, oggi e sempre, è vietato morire.

Bello vero? Adesso divertitevi a leggere i testi di tutte le canzoni per trovare le citazioni!

AS

Written by Andrea Sofia